CLOROFILLA, tra Chimica e Alchimia foto-clorofilla            Dal greco χλωρός chloros ‘verde’ e φύλλον phyllon ‘foglia’, la clorofilla è un pigmento che venne isolato per la prima volta nel 1817 dal farmacologo francese Pierre-Joseph Pelletier (1788-1842) e dal chimico Joseph Bienaimé Caventou (1795-1877), studiosi ai quali si deve anche la scoperta della caffeina, del chinino e della stricnina…

Presente nelle cellule vegetali così come negli organismi procarioti che realizzano la fotosintesi clorofilliana, la clorofilla possiede una struttura complessa, caratterizzata dalla presenza di un eterociclo porfirinico, al centro del quale è coordinato uno ione Magnesio. Questo è il solo atomo che distingue la clorofilla dall’emoglobina: dove il sangue vegetale racchiude il Magnesio, la linfa animale contiene invece il Ferro.

Il ruolo principale di questa molecola è quello di catturare l’energia solare e, forse proprio per questa sua funzione, la clorofilla è stata associata al Leone Verde della tradizione alchemica, spesso rappresentato come una fiera intenta a divorare il Sole. Animale di primaria importanza nel bestiario alchemico, il Leone acerbo simboleggia il processo di estrazione della materia prima grazie a un fuoco segreto, a un’acqua che non bagna le mani e a un fuoco che non brucia… ellissi simboliche ed ermetiche che rimandano a un processo di eterna trasformazione, allegorie di una vita che trova nel cambiamento il proprio equilibrio di cui la natura, con il suo giusto incedere, è sovrana manifesta.

Rinnovamento e trasformazione sono insiti anche nel nome “verde” (dal latino vĭridis ‘vivo’, ‘vivace’), termine al centro di un modo di dire egizio, per il quale «fare cose verdi» era sinonimo di azioni buone e produttive, in contrapposizione a quelle malvagie o “rosse”. In questa chiave di lettura “l’inghiottire il Sole” della Clorofilla-Leone Verde, rimanda all’interiorizzazione dell’energia, mentre il chloros alla verde e feconda Afrodite, amante di Ares, divinità rossa e furente.

Lasciando i laboratori solforosi degli alchimisti per quelli tecnologici odierni, gli utilizzi della Clorofilla sono molteplici: come deodorante nella composizione di preparati igienici; come cicatrizzante batteriostatico, depurativo e drenante nell’industria farmaceutica, che ricorre ad essa anche in prodotti in grado di favorire le funzionalità delle vie urinarie… senza contare la funzione colorante…

Alchimia Benoit nell’intento di unire tradizione e innovazione, ha valorizzato questo elemento fluido, che racchiude nella sua ammaliante sinuosità la sapienza antica e pur sempre vigorosa della natura.

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