L’ intolleranza alimentare non deve essere confusa con allergia, in quanto quest’ultima provoca una reazione più o meno violenta dell’organismo per cui il sistema immunitario viene stimolato e comincia a produrre immunoglobuline per far fronte alla sostanza che percepisce come nociva.

L’ allergia è una reazione immediata dell’organismo allo stimolo.

 L’ intolleranza alimentare, invece, è l’incapacità dell’organismo di digerire correttamente i cibi, o una componente del cibo che viene introdotto. La sua manifestazione non è quasi mai immediata, pertanto chi ne soffre non è in grado di capire nel dettaglio quale cibo può avergli provocato i fastidi che percepisce.

 Le persone intolleranti a volte possono sopportare piccole quantità dell’alimento o del componente in questione per lunghi periodi con un’assunzione anche giornaliera, ad eccezione delle persone particolarmente sensibili a livello intestinale.

  L’intolleranza si presenta con sintomi più o meno leggeri che spesso vengono confusi come semplice stanchezza o malessere. Invece dietro a questi fastidiosi disturbi c’è molto di più. Oltre a stanchezza, cefalea, gonfiori addominali, infezioni ricorrenti e recidivanti (cistiti), si può verificare disordine del peso corporeo in aumento o in diminuzione nonostante non si stia mangiando poco, o non si stia facendo una dieta, e in altri casi ancora possono presentarsi manifestazioni di tipo cutaneo come eczemi, pelle secca, orticaria. Chi di noi non ha uno di questi sintomi? Quasi tutti!

 Allora forse dobbiamo fare attenzione al nostro stile di vita e a quello che introduciamo nel nostro organismo, evitando di stimolarlo sempre con le stesse sostanze. Se i sintomi persistono occorre rivolgersi a un buon consulente che si occupi di fare un test delle intolleranze alimentari. Bene una volta individuato il cibo o i cibi che danno disturbo è bene eliminarli per un periodo di circa 3 mesi a seconda anche del grado di intolleranza che risulterà, e fare attenzione anche agli alimenti che possono contenere la sostanza a cui siamo intolleranti in modo nascosto.

Terminato il periodo consigliato si può cominciare a reintrodurre l’alimento o gli alimenti “incriminati” uno alla volta di settimana in settimana e ascoltare la reazione del nostro organismo: se non ci da più problemi significa che ci siamo disintossicati da quelle tossine e il nostro organismo ora è in grado di far fronte alla digestione di tali sostanze; se si ripresentano i sintomi è bene eliminare l’alimento per un periodo più lungo.